Commemorazione del massacro a Sencholai

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La giornata d’oggi testimonia l’11° anniversario dal massacro di Sencholai. Il bombardamento disumano effettuato sull’orfanotrofio di Sencholai.

Urlai, corsi via e mi nascosi. Solo qualche ora prima eravamo tutti intenti ad apprendere le procedure di primo soccorso per assistere le persone in caso di bisogno.
Il workshop era stato allestito per dieci giorni e noi eravamo al secondo giorno.
In tutto eravamo 400 studenti a partecipare all’ incontro.
Alle 7 del mattino vedemmo il jet Kfir in lontananza e constatammo volasse altrove, ma si avvicinò rapidamente a noi e cominciò il bombardamento. Tutti cominciammo a correre e mentre stesi disteso mi chiesi:
“Perché a noi? Cosa abbiamo fatto?”
Pregai che i jet se ne andassero, ma tornarono di nuovo e usarono più armi militari per attaccarci.
Vidi i miei amici ferirsi e morire. Tutto si avvolse in un completo disordine, ognuno correva in una direzione diversa per trovare un nascondiglio migliore tra i vari attacchi. Con il cuore in gola corsi per assistere le ragazze ferite e li portammo in posti più sicuri. Mentre li stavamo soccorrendo, i jet ritornarono e di conseguenza dovemmo subito ripararci dai colpi. In questi casi potevamo ferirci pure noi.

14 agosto 2006: 58 delle nostre coetanee morirono, 150 vennero feriti, alcuni persero degli arti, altri ebbero gravi ustioni e molte altre ferite. Anche tre membri del personale persero la vita. Gli attacchi furono brutali e il ricordo di questa giornata verrà sempre associato alla morte invana di queste ragazze.
Sull’orfanotrofio di Vallipuram sono state abbattute ben 16 bombe da parte di quattro jet che volavano su Vanni, essi vennero incaricati dal governo dello Sri Lanka. Questa regione fu conosciuta per essere una zona umanitaria e le coordinate GPS di quell’area furono trasferite alle forze militare SL da UNICEF e dalla Croce Rossa.

Furono mirati soprattutto i bambini tamil innocenti. Perché?
Perché erano convinti che con questi fossero la nuova generazione di combattenti e che ci saremmo presi ciò che è nostro. Quei bambini avevano già perso i loro genitori durante la guerra e avevano già subito molto. Ma nonostante tutto ciò i bambini sono stati etichettati come “terroristi” e l’orfanotrofio è stato etichettato come un campo di addestramento da parte del governo dello Sri Lanka. Ma gli operatori internazionali umanitari confermarono che questo era assolutamente assurdo poiché non c’erano prove della presenza del LTTE.
“Inviterei la comunità internazionale a condannare senza restrizioni il governo di Colombo per l’attacco aereo e ad esercitare pressione sul GoSL per aderire ai principi umanitari fondamentali”- Mary Arulappan Juliet.

Ci ricorderemo per sempre di voi ragazze e non ci arrenderemo finché non otterremo giustizia per le vite che avete perso.

Dicono che la guerra è finita. Ma abbiamo ottenuto giustizia, oppure il Tamil Eelam o abbiamo permesso alla gente Tamil di vivere in pace? No.

Lentamente ogni prova che attesta l’esistenza dei Tamil viene eliminata – ma il nostro popolo ha bisogno di noi.
Così come cpromettiamo oggi, andremo avanti senza arrenderci.
Continueremo a proseguire fino a quando il popolo Tamil sarà libero dal genocidio.

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