L’Intelligence Service (Servizi segreti) di Colombo aumenta le minacce alle ex donne dirigenti della LTTE (Liberation Tigers of Tamil Eelam) nell’Est.

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Un ex membro della LTTE, una donna 33enne di Koralai Pathu North, a Vaakarai, nel distretto di Batticaloa, riporta di atti di molestie contro le ex donne di LTTE al servizio intelligence di Colombo, chiamato anche Terrorist Investigation Division (TID). Precedentemente, la donna fu reclusa a Colombo a causa del cosiddetto “Prevention of Terrorism Law” (PTA) a partire dal 2006 fino al 2011. Ogni qual volta che i Tamil mostrano il loro risentimento contro questo servizio e s’impongono per ottenere l’unico desiderio che li accomuna, ossia il rispetto dei loro diritti  fondamentali, il Servizio di intelligence dello Sri Lanka riapre le documentazioni sulle ex donne LTTE nel distretto di Batticaloa, diregendo una nuova serie di interrogatori.

La donna, la quale non voleva rivelare la sua identità, per timore di rappresaglie da parte del servizio di intelligence dello Sri Lanka, si lamenta della sua incapacità di poter tornare a condurre una vita normale, a cause delle continue perseguitazioni da parte dei servizi militari e di polizia dello Sri Lanka.

Ad esempio, negli ultimi giorni, un gruppo di membri appartenenti al TID di Colombo – così chiamato – chiedeva a ex rappresentanti della LTTE, in particolare alle donne, di sottoporsi a ulteriori interrogatori senza fornire alcuna reale motivazione.

Gli ex membri furono convocati nelle stazioni di polizia, nelle quali sono state condotte operazioni d’investigazione da parte di servizi segreti.

Durante gli interrogatori, alle donne è stato chiesto di parlare riguardo al loro rapporto con i media e delle informazioni che avrebbero a loro fornito sulla “possibile” tortura che “avrebbero” sperimentato nelle loro detenzioni precedenti.

Alcune di queste vittime sono state quindi minacciate di essere riarrestate, qualvolta si fossero coinvolte negli eventi organizzati per commemorare i combattenti che hanno perso la vita per la causa Tamil.

Ognuno di questi atti sembra destinato a negare il diritto d’espressione, negando anche la mobilitazione politica dei movimenti democratici e dell’elité Tamil.

Infine, queste donne, sopravvissute a incarcerazioni, torture e molestie in passato e costantemente perseguitate da tutti questi ricordi, non hanno ancora la possibilità di tornare a condurre una vita normale con le loro famiglie,  a causa delle molestie da parte del servizio intelligence dello Sri Lanka.

Fonte: https://www.tamilnet.com/art.html?catid=13&artid=38886 

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