Thileepan anna fratello nostro

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« So che la vita non ha prezzo, ma sono ancora più preziosi i nostri diritti, la nostra libertà e la nostra dignità » Leader delle Tigri per la Liberazione del Tamil Eelam Velupillai Prabhakaran

“Fratello nostro … Sono passati 31 anni da quando hai lasciato. Per continuare lo sciopero della fame e della sete, hai degradato la tua salute e alla fine ci hai lasciato la tua vita!  Hai avanzato cinque richieste. Anche dopo questi 31 anni, le tue richieste non sono state soddisfatte, fratello mio…. “

Nel 1987, i peace-keeper indiani furono inviati in Sri Lanka in seguito ad un accordo tra il governo dello Sri Lanka e il governo dell’India. Ma alla fine, a differenza di quanto pianificato, i soldati indiani si unirono al governo di Singalese per agire contro il popolo tamil.

I soldati cingalesi si assicurarono che i profughi tamil non potessero più raggiungere i loro villaggi di origine. Il governo singalese ha facilitato l’insediamento dei singalesi nel territorio tamil. Di conseguenza le proprietà tamil furono derubate e cedute ai cingalesi. La regione orientale dell’isola  è stata obiettivo di colonizzazione. Sempre più stazioni di polizia vennero insediate sul territorio tamil, al fine di controllare queste ultime. Inoltre, alcuni gruppi radicali singalesi hanno iniziato a commettere crimini atroci: omicidi, rapine e rapimenti. La situazione stava diventando sempre più pericolosa. In più le clausole dell’accordo non vennero rispettate. Il governo indiano e le truppe indiane non solo sono state spettatori di tutto ciò, ma hanno anche contribuito a peggiorare la situazione.

Nonostante le Tigri per la liberazione del Tamil Eelam avessero avanzato cinque richieste, affinché lo stato indiano mantenesse le sue promesse per porre fine a questa situazione discriminatoria, non è stata a loro fornita alcuna risposta.

Vedendo la delusione del popolo tamil, Thiyaagatheepan, la fiamma del sacrificio, combatté contro la fame e sete fino alla morte. Eseguì lo sciopero della fame fino alla fine, per combattere le ingiustizie in modo pacifico.

All’età di 23 anni, abbandonò gli studi di medicina per combattere, con spirito fermo, per la sua gente.

Ha iniziato il suo sciopero della fame il 15 settembre 1987 a Kandasamy Temple di Nallur.

Ecco di seguito le 5 richieste:

– La liberazione di tutti i Tamil tenuti nelle stazioni di polizia e nei campi militari, oltre a quelli trattenuti come prigionieri dal governo dello Sri Lanka sotto legge antiterroristica .

– Porre fine alla colonizzazione da parte della popolazione singalese sul territorio Tamil, con favoreggiamenti da parte del governo.

– Interrompere la creazioni di nuove stazione di polizia singalese su territori Tamil.

– Ritirare le forze di sicurezza del governo dalle aree tamil, disarmando i guardiani, i quali sono sotto supervisione del governo indiano.

– Sospendere tutti i lavori di riabilitazione, intrapresi fino alla formazione a Interim di un governo Tamil per il controllo del proprio territorio.

Molti, tra gli studenti e civili, si unirono a lui e lo sostenettero. Vedendo la sua salute deteriorarsi, si preoccuparono, piangendo e soffrendo per lui.  Ma nonostante tutto questo, il governo indiano non ha dato loro alcuna risposta. Thileepan Anna era determinato a continuare il suo attacco fino all’ultimo respiro, senza bere nemmeno una goccia d’acqua, purché una risposta favorevole lo raggiungesse. Così, sebbene la mancata risposta, ha continuato il suo sciopero della fame fino a lasciare la sua vita da eroe, il 26 settembre 1987. Il suo corpo venne poi dato alla facoltà di medicina, così come lui aveva desiderato prima della sua morte.

Il suo sacrificio, senza disonestà, lo rese un eroe, fino ad essere amato e ammirato da tutti.

Oggi sono passati 31 anni. Quanti martiri? Quanti civili? Quante perdite? Quanta sofferenza? Anche dopo aver sopportato tutto questo, il popolo Tamil non ha mai ricevuto una risposta alle richieste avanzate da Thileepan Anna. Oltre a ciò, è un peccato constatare che la situazione non sia ancora cambiata.

Comunque … Non ci arrenderemo! Fratello nostro! Non ci arrenderemo!

“Finché l’ingiustizia e l’oppressione esistono in questo mondo, finché i popoli privati della loro libertà esistono in questo mondo, ci saranno sempre lotte per la liberazione. Questa è una realtà storica ed inevitabile. Così come disse il leader, l’hai detto bene pure tu con il tuo slogan Thileepan Anna:

« Facciamo scoppiare la rivoluzione popolare! Che possa sbocciare il Tamil Eelam indipendente »

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