10 Dicembre 2009 – Diritti umani in Sri Lanka

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Cogliamo l’occasione del 61° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, per dare voce al dolore e alla rabbia che noi, membri della Comunità tamil in Italia, portiamo nel cuore di fronte alla catastrofe umanitaria che da anni si sta consumando in Sri Lanka, a danno dei nostri cari e connazionali. Riteniamo infatti che questa giornata non debba solo esaurirsi in un rito formale, ma debba valere a ravvivare in ciascuno di noi l’interesse a garantire la reale e concreta tutela dei Diritti Umani in ogni angolo del mondo, poiché per alcuni popoli essi rimangano solo “inchiostro sulla carta“.

Tra questi popoli purtroppo di annovera anche il popolo Tamil.

 Questo anno, a causa della guerra genocida ingaggiata dall’esercito srilankese, oltre 20.000 civili tamil son stati uccisi, all’insaputa del mondo intero a seguito del divieto accesso ai media e agli operatori umanitari.
 Nel maggio 2009 l’esercito srilankese dopo la vittoria militare ha rinchiuso 300.000 civili tamil sopravvissuti in campi di concentramento off-limits per giornalisti ed operatori umanitari.

In questi mesi migliaia di civili tamil sono morti in questi campi, molti altri sono spariti nel nulla, e non esistono statistiche ufficiali. Dopo le forti pressioni internazionali il governo dello Sri Lanka ha affermato di avere liberato metà dei civili internati, ma in realtà sono solo stati rilocati in zone ad alto controllo militare. Il 7 Dicembre 2009 fonti governative hanno confermato che 127.905 civili sono attualmente nel campo di internamento di Vavuniya.

La negazione arbitraria della libertà di movimento rappresenta la violazione di uno dei diritti basilari dell’uomo. Ancora più gravi sono le torture, i rapimenti e gli omicidi extragiudiziari.
 Ma chi sono i Tamil? E di cosa hanno realmente bisogno?

I tamil sono un’etnia che vive da oltre due millenni nel Nord-Est dell’isola dello Sri Lanka. Dal 1948, data dell’indipendenza dello Sri Lanka dai coloni britannici, la maggioranza etnica cingalese ha assunto il potere e il popolo tamil è diventato oggetto di discriminazioni in varie forme: lingua ufficialmente non riconosciuta, ostacoli nell’istruzione universitaria, repressione etnica e genocidio culturale.

Per oltre 30 anni hanno intrapreso la via pacifica, della non violenza, sull’esempio di Mahatma Gandhi, per rivendicare i propri diritti e la propria identità.

La risposta del Governo dello Sri Lanka è stata purtroppo la repressione violenta, inducendo i tamil a ricorrere alla resistenza armata, dopo la carneficina del Luglio 1983.

Pur detenendo in linea teorica il diritto alla sovranità e all’autodeterminazione, i cittadini tamil sono costretti a risiedere come profughi nella propria terra.

L’autodeterminazione dei popoli è formalmente riconosciuta come diritto umano fondamentale dalle più importanti convenzioni giuridiche internazionali sui diritti umani.

Purtroppo anche da parte della comunità internazionale è stato registrato un disinteresse nel fermare questa guerra genocida e un interesse a supportare economicamente il governo dello Sri Lanka. Questo atteggiamento assunto dalla comunità internazionale sembra essere un incitamento a tutti regimi del mondo a potere commettere i propri crimini impuniti.

Sebbene le vicissitudini di questi ultimi anni alimentino in noi questa sensazione di sfiducia e avvilimento, non possiamo permetterci di spegnere ogni speranza e perpetuiamo nelle nostre rivendicazioni.

Vi ringraziamo per l’attenzione augurandoci che questa giornata sia di aiuto all’umanità per fare un passo avanti nella reale tutela dei Diritti Umani.
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