Da dieci giorni non bevo altro che una ciotola di minestrone (acqua, sale e qualche chicco di riso) ha detto Vaitthilinkam Ravivarman, un ragazzo di tredici anni.

Questo ragazzo ha perso la madre nel 1997, all’età di un anno, quando a causa della guerra si sono spostati. Di seguito allo spostamento e poche cure la madre ha avuto la malaria, non avendo molti soldi per i medicamenti si è curata da sola. Questo non è bastato, quindi è morta.

Dopo di che il padre l’ha curato e l’ha cresciuto. Un giorno quando il padre era andato in cerca di rami(per fare il fuoco) nel bosco ha sentito il rumore delle bombe che scoppiavano. Ha cominciato a correre verso la casa, ma un ramo che sporgeva da un albero gli è entrato negli occhi, così è diventato cieco.
Mio fratello maggiore mentre stava facendo il bagno in un pozzo è stato accolto da
un malore ed è morto.

Adesso vivo con mio padre cieco e mia sorella, che è vedova. Suo marito è morto perché e stato rapinato da qualcuno ed è scomparso. In questo momento mio padre non può uscire da casa perché è stato colpito dalla varicella. Mia sorella ha paura di essere torturata e molestata da parte dei militari del governo, quindi non esce di casa. Io ogni giorno porto a loro il minestrone da mangiare, questo pasto c’è donato dall’organizzazione riabilitazione Tamil (TRO). Io purtroppo ha causa della povertà della mia famiglia e della guerra non ho potuto continuare i miei studi dopo l’ottavo anno. So giusto fare i calcoli e scrivere, ma non ho uno stipendio di modo che possa mantenere la famiglia. Adesso non so che cosa possa fare.

Purtroppo questa non è la storia di un ragazzo, ma di un’intera etnia (quella Tamil) che in questo momento vive nel nord-est dello Sri Lanka. Chi vuole porre fine a tutte queste disgrazie deve intervenire immediatamente tramite petizioni e lettere alle organizzazioni umanitarie di questo mondo.

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