Batticaloa, le donne tamil non dimenticano gli uomini “portati via dall’esercito”

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Mogli, madri e sorelle delle vittime delle “sparizioni forzate” non perdono la speranza. Nel 1990 a Batticaloa i militari prelevarono 156 uomini per “portarli al sicuro”: non hanno più fatto ritorno.

Prelevati dall’esercito per essere portati “in un posto sicuro”, e non fare più ritorno a casa. È quello che è accaduto a centinaia di uomini – mariti, padri di famiglia, figli – durante la guerra civile dello Sri Lanka. In molti casi, sono passati almeno 20 anni senza che i loro parenti abbiano più avuto notizie. “Il governo non ci dà risposte – racconta una donna ad AsiaNews – oppure chiede a noi se sappiamo dove erano diretti quando sono scomparsi. Ma se sono stati portati via dall’esercito, come posso saperlo?”.

Come ogni anno, tante mogli e madri si riuniscono per commemorate la Giornata nazionale degli scomparsi, vittime delle cosiddette “sparizioni forzate”. “Non voglio perdere la speranza – spiega una di loro ad AsiaNews – ed è per questo che continuerò a portare il bindi [punto rosso sulla fronte, segno tradizionale per le donne sposate -ndr]fino a quando mio marito non tornerà. Come è possibile che una persona sparisca quando è nelle mani delle forze di sicurezza, coloro che hanno il dovere di proteggere i cittadini?”.

Queste donne ammettono di sentirsi “prese in giro” dal governo e dalle sue promesse di dare risposte. Come nel caso dell’ultima Commissione presidenziale, creata nel 2013 per indagare sui presunti sequestri avvenuti nelle province settentrionale e orientale tra il 1990 e il 2000.

Un’altra donna, originaria di Batticaloa (est del Paese), ricorda quando ha perso le tracce dei suoi due fratelli: “Era il 1990 e ci eravamo rifugiati in una scuola. Ricordo bene che il 5 maggio alcuni militari sono venuti da noi, dicendo che dovevano contarci. Poi hanno chiesto a tutti i maschi di seguirli, dicendoci che ce li avrebbero riportati presto. Un totale di 156 uomini e ragazzi non hanno più fatto ritorno. Da quel giorno, non abbiamo più avuto loro notizie”.

Fonte: http://www.asianews.it/

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