Migliaia di persone al corteo pacifico contro la decisione dell’ONU

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +

Migliaia di persone, tra cui studenti singalesi, hanno partecipato al corteo pacifico, organizzato dagli studenti dell’università di Jaffna. Vi hanno preso parte studenti tamil e singalesi, esponenti politici locali e cittadini. 

Attraverso la protesta si richiedeva all’ONU di rilasciare il rapporto delle indagini di guerra nello Sri Lanka già in Marzo senza rimandarlo di 6 mesi a Settembre. 

La volontà del popolo è quella di sapere la verità e condannare chi ha commesso crimini e lo si sta chiedendo con un corteo pacifico.

Il corteo è partito dal tempio Parameswaran, nelle vicinanze dell’università di Jaffna ed è finito al tempio di Nallur.

Alla fine del corteo, è stato letto e consegnato in mano ai Signori Rasappa Joseph (vescovo di Mannar) e Vasuthevkurukkal(bramino induista) la lettera che porteranno e consegneranno di persona al rappresentante ONU dei diritti umani che si trova a Colombo.

Sulla lettera è presente la seguente dichiarazione:

Noi condanniamo, non siamo d’accordo, che il rapporto d’inchiesta sui crimini di guerra nello Sri Lanka, inizialmente previsto per Marzo al consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite venga rinviato di 6 mesi a settembre. 

Nello statuto di persone colpite da questa guerra, vi chiediamo che venga rilasciato il rapporto come previsto.

Comprendiamo le motivazioni da voi date, ovvero che bisogna dare tempo all’attuale governo condotto dal presidente Maithripala Srisena, affinché potessero creare un gruppo interno per indagare su questi crimini di guerra. 

Ribadiamo ciò tenendo in considerazione, che nel governo attuale ci sono persone, che facevano parte dell’esercito che ha condotto l’avanzata e oltre a ciò teniamo in considerazione che sono anni che si sta dicendo così ma non è ancora stato fatto nulla. Siamo pure sicuri che non verranno mai puniti in base alla legge e la giustizia interna.

Le persone di etnia tamil, hanno votato per la maggioranza Srisena, solo per far vedere in modo pacifico l’odio che avevano nei confronti di Rajapacksa e non perché avevano fiducia nel governo di Maithripala Srisena.

Durante questi primi mesi di permanenza, pure questo governo ci ha fatto capire che purtroppo non si verificherà nessun grande cambiamento.

I nostri problemi maggiori ai quali il governo ci deve rispondere sono:

– Dove sono le persone scomparse?

– Possiamo ritornare a vivere in pace nei nostri paesi di provenienza?

– Le persone che sono state arrestate che fine hanno fatto? Quando potranno essere liberati? Sono ancora vivi?

E tante altre domande alle quali il governo precedente non ha mai dato una risposta.

In seguito a questi fattori chiediamo, che le persone da voi nominate per indagare sui crimini di guerra, debbano poter venire in Sri Lanka, visitare il paese in tutta sicurezza e decidere, una volta visto, quali sono i cambiamenti da fare e in che modo punire le persone che hanno commesso i crimini di guerra.

Distinti Saluti

Comitato studentesco dell’Università di Jaffna

Fonte: http://www.tamilwin.com/show-RUmtyCRYSUnt1E.html

Share.

Comments are closed.