L’idea del periodo „post conflitto“ degli Stati Uniti semina confusione nei circoli Tamil

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„La comunità internazionale ha cominciato a pianificare il periodo post-conflitto“, dice una lettera scritta una settimana fa dal Segretario di Stato degli Stati Uniti, Hillary Clinton, ai membri del Congressoche hanno mostrato di essere turbati dalla situazione umanitaria sull’isola di Sri Lanka.

 

„Ho enfatizzato che l’Esercito dello Sri Lanka non dovrebbe sparare nelle aree dove civili sono intrappolati nella zona di conflitto. Ho affrettato il presidente Rajapaksa a sviluppare una soluzione politica al conflitto in corso“, prosegue la lettera. Al contrario, visto che le uccisioni di civili si sono solo intensificate da Colombo e visto che non c’è nessun segno di riconoscere l’aspirazione di base dei Tamil da tanto tempo all’autodeterminazione, i circoli Tamil si chiedono cosa potrebbe essere inteso con „post-conflitto“ e „soluzione politica“.

In un’unica lettera, il Segretario di Stato Hillary Clinton ha posto l’accento tre volte sull’espressione „post conflitto“ e „soluzione politica“.

Hillary Clinton Hillary Clinton.

„Noi continuiamo ad affrettare il governo dello Sri Lanka a mettere in atto una soluzione politica post-conflitto che dimostrerà alla popolazione Tamil dello Sri Lanka e alla diaspora Tamil che il governo è serio a proposito dell’inclusione politica. Noi abbiamo richiamato le Tigri della Liberazione del Tamil Eelam per assicurare ai cittadini la libertà di movimento e per discutere le modalità per finire le ostilità.“

„La comunità internazionale dei donatori in Sri Lanka ha anche accettato diversi principi guida per l’assistenza donatoria post-conflitto. Questi principi includono la buona fede del governo dello Sti Lanka nel fare sforzi al fine di ottenere un’inclusione politica, una credibile divisione del potere e il rispetto dei diritti umani“, legge la lettera di Hillary Clinton, sottolineando la sua perspicacia nel radunare per prima cosa i civili nei campi di Colombo e poi facendo pressioni su Colombo per una „devoluzione non specificata“ attraverso i donatori.

* Clinton’s letter to Mary Jo Kilroy

Riflettendo sul punto di vista del Segretario di Stato, una Diaspora di base in Svizzera e l’attivista per i diritti umani Shan Thavarajah ha detto a TamilNet che il messaggio implicito della lettera è „i Tamil dovrebbero perdere la loro lotta e riporre le loro speranze nelle manovre dei donatori“.

„Le visioni di uno scenario post-conglitto saranno purtroppo un miraggio, se ciò che è pianificato sono in realtà catene post-sconfitta e le deliberazioni servono solo a farle sembrare d’oro“ ha commentato Mr. Shan Thavarajah.

Shan Thavarajah Shan Thavarajah

„Mentre il Segretario di Stato degli Stati Uniti ripone le sue speranze in uno scenario post-conflitto, un termine che sta al posto di „post-LTTE“ usano nei circoli di Colombo, l’Ambasciatore degli Stati Uniti in Colombo a volte ha avvertito di rimando il governo di Colombo sulle „celle dormienti“ delle LTTE e sulla possibilità che il conflitto continui in un altro modo“ ha fatto notare.

Apprezzando l’atteggiamento di Ms. Clinton nel riconoscimento del bisogno di incontrare le aspirazioni della Diaspora dei Tamil così come in ogni soluzione politica, Shan Thavarajah ha detto, „uno scenario post-conflitto è la speranza e la preghiera di ognuno“.

„Ma se questo può diventare realtà permettendo violenza brutale e coercitiva di Colombo e se mera devoluzione e sviluppo incontraranno i fonamentali elementi del conflitto nel contesto dello Sri Lanka, sono le questioni sorte nei circoli Tamil“ ha detto, aggiungendo che „la soggiogazione è la strategia sbagliata per raggiungere una soluzione a lungo termine“.

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