L’India critica lo Sri Lanka: stanziamo miliardi per i profughi e Colombo fa poco o nulla

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Il ministro degli Interni Chidambaram chiede al governo di Mahinda Rajapaksa di rispettare le promesse e “garantire tutte le misure necessarie per coloro che vogliono tornare a casa”. Solo una settimana fa le autorità di Colombo avevano assicurato: campi profughi smantellati entro sei mesi.

Chennai (AsiaNews/Agenzie) – Dure critiche del ministro degli Interni di New Delhi al governo dello Sri Lanka. P. Chidambaram accusa il governo di Colombo di aver fatto troppo poco per i profughi della guerra nonostante i 5 miliardi di rupie, quasi 74 milioni di euro, stanziati dall’India.
Parlando nel suo collegio elettorale nel Tamil Nadu, lo Stato indiano in cui vivono la maggior parte dei profughi tamil, Chidambaram ha ribadito che “il governo [di Colombo]dovrà garantire tutte le misure necessarie per coloro che vogliono tornare a casa”. Il ministro inoltre ha ripetuto la richiesta alle autorità dello Sri Lanka di applicare il 13° emendamento della Costituzione. Esso prevede maggiore devoluzione dei poteri e indipendenza ai governi regionali ed è invocato dalla popolazione tamil come parte della soluzione politica alle loro rivendicazioni.
Le critiche di Chidambaram giungono a meno di una settimana dall’incontro tra una delegazione di Colombo, guidata da Basil e Gotabaya Rajapaksa, fratelli del presidente Mahinda Rajapaksa, rispettivamente inviato speciale del capo di Stato e segretario della difesa, con il ministro degli esteri indiano S M Krishna. Nel corso dei colloqui, svoltisi a New Delhi il 24 giugno, lo Sri Lanka aveva assicurato l’India affermando che i 300mila profughi della guerra torneranno nelle loro case entro sei mesi.
New Delhi è coinvolta nelle operazioni di sminamento delle province del nord dello Sri Lanka, ha stanziato diversi miliardi di rupie per gli aiuti di emergenza ai rifugiati e preme per lo smantellamento dei campi profughi. Le autorità di Colombo più volte si sono contraddette e smentite sui tempi di reinsediamento dei rifugiati tamil nelle loro aree di provenienza e non permettono ancora ad organizzazioni umanitarie e stampa di accedere ai campi profughi.

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