Nonostante la crisi umanitaria l’esercito srilankese rifiuta la tregua

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I ribelli delle Tigri Tamil annunciano un cessate il fuoco unilaterale, ma il governo di Colombo bolla la proposta come „una barzelletta“ e replica: „le Tigri sono vicine alla sconfitta“. I ribelli del Ltte sostengono che il cessate il fuoco è necessario a causa di „una crisi umanitaria senza precedenti“, e anche fonti delle Nazioni Unite sostengono che una tregua sia „urgentemente necessaria“ per distribuire aiuti. Secondo l’Onu almeno 50mila civili sarebbero ancora intrappolati nella zona dei combattimenti circondata dall’esercito dello Sri Lanka. Secondo Colombo, invece, i civili rimasti assieme ai ribelli sarebbero ormai solo 15mila. Il sottosegretario Onu per gli Affari Umanitari, John Holmes, in missione diplomatica nel Paese, ha parlato di un „terribile bilancio“ dei combattimenti sulle spalle dei civili. I combattenti tamil avevano proposto una tregua per motivi umanitari, e si erano appellati alle Naizoni Unite, ai governi di Unione Europea, India e altri, perfché garantissero per un cessate il fuoco anche da parte dell’esercito srilankese. Il governo di Colombo ha però replicato sprezzante per bocca del ministro della Difesa, Gotabaya Rajapakse: „sono circondati, non hanno scelta, sono militarmente finiti“ ha detto alla stampa.

 

Fonte: peacereporter

 

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