„2.700 civili uccisi in due mesi, e ogni giorno nuove vittime“

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Un rapporto, pubblicato ieri da Human Rights Watch, afferma che „l’esercito dello Sri Lanka, nonostante le smentite del governo, sta bombardando indiscriminatamente la ‚zona di sicurezza‘ nel nord dell’isola dove migliaia di civili sono intrappolati dalle Tigri tamil (LTTE): oltre 2.700 civili sono morti negli ultimi due mesi, e il numero delle vittime aumenta ogni giorno“.

 

„Riceviamo informazioni di civili uccisi e feriti quotidianamente nei bombardamenti sulla ‚zona di sicurezza‘ mentre il governo continua a negare gli attacchi“, ha dichiarato Brad Adamas, direttore della sezione asiatica di Human Rights Watch. „Un bagno di sangue peggiorato dall’uso dei civili come scudi umani da parte delle Tigri tamil“.
Il rapporto è stato diffuso dopo l’ennesimo contatto telefonico con i dottori dell’ospedale da campo di Putumattalan, all’interno della ‚zona di sicurezza‘: „Uno dei dottori ci ha riferito che solo ieri, fino alle 5 del pomeriggio, aveva ricevuto 14 cadaveri e 98 feriti. Poi la conversazione telefonica è stata interrotta da un nuovo bombardamento“.
Secondo il sito filo-ribelle TamilNet, ieri sono morti in tutto, fuori e dentro dalla ‚zona di sicurezza‘, 96 civili, tra cui 19 bambini. Almeno 160 i feriti.
Secondo la documentazione raccolta dal personale locale delle Nazioni Unite, dal 20 gennaio al 7 marzo l’offensiva governativa ha causato al morte di 2,683 civili, e il ferimento di altri 7.241.
Il rapporto di Human Rights Watch denuncia anche il fatto che le Tigri tamil continuano a impedire ai 150 mila civili rimasti nella zona dei combattimenti di fuggire, „usandoli di fatto come scudi umani“. „Finora solo 4 mila civili feriti sono stati lasciati uscire dall’Ltte“. In realtà, secondo la Croce Rossa Internazionale (Icrc) solo negli ultimi dieci giorni sono circa 7 mila i civili usciti dai territori dell’Ltte, 50 mila dall’inizio dell’anno.
Fonte: peacereporter.it
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