Sri Lanka: si teme per la sorte di 200 giovani scomparsi dai campi profughi

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“I genitori di questi ragazzi sono disperati” ha detto la direttrice di un’Organizzazione non governativa di Colombo per la difesa dei diritti umani e delle donne, chiamata: Inform. Oltre 200 minori di età compresa tra gli 11 e i 17 anni d’età sono spariti la scorsa settimana, dai campi profughi ‘Malik Farm’, nel distretto di Vavuniya. Sono stati prelevati nel campo profughi da paramilitari alleati dell’esercito, e da allora non si hanno loro notizie né le autorità hanno fornito la lista precisa dei giovani scomparsi. Del fatto ha dato notizia l’agenzia Misna, citando anche Sunila Abeysekera, che riferisce che le autorità non fanno abbastanza per alleviare le sofferenze dei 300mila civili tamil segregati da mesi nei campi profughi. “Molti sono disidratati e hanno ferite infette” ha detto Abeysekera ricordando una dichiarazione dell’Alta Corte di Vavuniya, dell’11 aprile scorso, secondo cui 14 anziani erano morti di fame in un solo giorno. Inoltre ha criticato il Governo di Colombo per le forti restrizioni all’accesso ai campi, imposte agli operatori umanitari internazionali, tra cui l’Alto commissariato Onu per i rifugiati, in attesa che sia completata la verifica tra tutti i profughi se ci siano tra loro ex affiliati dei ribelli secessionisti Tigri per la liberazione della patria tamil (Ltte), aggiungendo che tale operazione dovrebbe essere monitorata da osservatori indipendenti. La direttrice di Inform ha infine evidenziato il problema dei prigionieri di guerra: circa 10mila persone si sono arrese o sono state catturate dall’esercito durante l’offensiva definitiva nel distretto di Mullaitivu, ultimo capitolo di un conflitto durato 26 anni: “Non sappiamo dove sono – dice Abeysekera, riferendosi ai prigionieri – non abbiamo una lista dei loro nomi”. (A.V.)


fonte: www.radiovaticana.org

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